Oggi 16 Ottobre 2009…sono già passati 3 anni da quando mi è stata stravolta la vita, da quando sono “nato” per la seconda volta.

Come scritto nella mia presentazione, il 16 ottobre 2006 è la data in cui mio Padre moriva a causa di una neoplasia polmonare.

 

Da quel giorno la mia visione della vita è cambiata totalmente, a causa o grazie alla malattia di mio padre ho potuto apprendere, in quali situazioni riversavano e riversano i malati oncologici a Gela, i quali sono abbandonati e venduti dal 90% del mondo politico. Ho scoperto quello che accadeva all’ interno del “clorosoda dicloretano” della raffineria di Gela, reparto in cui mio padre ha lavorato per 22 lunghi anni… a contatto con: mercurio, acido solforico, acido cloridrico, ammoniaca, cloro, dicloretano, cloruro di vinile monomero, amianto... Tutte queste sostanze non hanno fatto altro che comporre un mosaico nel corpo del mio papone (così lo chiamavo) e di altri quindici suoi colleghi, un mosaico che purtoppo ha un nome semplice ma quasi impossibile da dire e soprattutto, quasi impossibile da battere: CANCRO!!!

 

Oggi x ricordare la sua morte riporterò di seguito un pezzettino del terzo capitolo del libro che sto scrivendo:

 

 

<< Mio padre mi spiegò che probabilmente il suo male, come quello del defunto Grasso e di altre persone era dovuto all’ ambiente in cui avevano lavorato per diverso tempo, stando a contatto con sostanze: tossiche, nocive, cancerogene e mutagene; in quel reparto ci lavorò dal 72 al 94 (anno in cui fu dimesso), un bel po’ di tempo per essere stato a contatto con tantissime sostanze non congeniali all’ uomo! Il giorno dopo la morte del mio papone ci furono i funerali presso la chiesa S. Evangelista ed è lì, in quel giorno, in quell’ occasione, nel 17 ottobre 2006 che decisi di cambiare, di alzare la testa e di volere giustizia per me e per gli altri!

 

Poco prima della fine della funzione, andai verso il microfono, tremavo come un pulcino bagnato, ero stanco e “distrutto”. Ho sempre saputo tenere le lacrime e anche quella volta ci riuscii, volevo dire qualcosa, volevo rendere la gente partecipe del dolore mio e della mia famiglia, ma la cosa a cui tenevo di più, era far capire alla gente presente in Chiesa che persona era mio padre; così mi avvicinai al microfono, guardai il volto di mia madre, di mia sorella e di mio fratello, presi una boccata d’aria per soffocare l’ emozione e iniziai a parlare. Magari potrebbe essere superfluo scrivere ciò che dissi, qualcuno potrebbe pensare che sono parole che sto inventando in questo momento e qualcun’ altro che sono parole che hanno della retorica, ma quello che ho detto in quel giorno in Chiesa, lo hanno ascoltato solo i presenti; non so se finirò mai questo libro, non so se verrà mai pubblicato, ma se tutto questo avverrà, vorrei che anche voi “ ascoltaste” da queste lettere stampate in questo foglio di carta, quello che dissi:

 

“MIO PADRE NELLA SUA VITA, COME TUTTI, HA AVUTO DAVANTI DELLE SCELTE, ALCUNE SONO STATE GIUSTE E ALTRE SONO STATE SBAGLIATE…PER OGNI SCELTA SBAGLIATA CHE MIO PADRE HA FATTO PER NOI, IO GLI DICO GRAZIE! GRAZIE PERCHE’ CI HA INSEGNATO COS’ E’ LA VITA; GRAZIE PERCHE’ CI HA INSEGNATO A SOFFRIRE; GRAZIE PERCHE’ CI HA INSEGNATO A DARE AGLI ALTRI E GRAZIE PERCHE’ CI HA INSEGNATO AD AMARE. IERI SUL LETTO DI MORTE, QUELLA STANZA, ERA PIENA DI AMORE E SE L’ AMORE FOSSE STATO LA CURA PER LA MALATTIA DI MIO PADRE, OGGI NON SAREMMO QUI”>>

 

TI VOGLIO BENE PAPA’




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COMUNEmente STUPIDO
post pubblicato in diario, il 23 settembre 2009
La città di Gela riversa in uno stato pietoso, in cui: la spazzatura non viene differenziata e ultimamente, non sempre ritirata; è piena di discariche abusive, come in più punti di montelungo e purtroppo, anche all'interno della città stessa; malgrado ciò i costi della ditta appaltattrice per il ritiro dei rifiuti sono aumentati inspiegabilmente grazie all'incompetenza (spero) di chi avrebbe dovuto vigilare...

Abbiamo visto il nostro ex sindaco, Rosario Crocetta, dalla sua sua seconda ascesa a primo cittadino, solo in televisione o in occasione della campagna elettorale europea, la quale lo ha incoronato eurodeputato.
Bene, in questi due anni di assenza da parte di Crocetta, la Città di Gela, (per quanto io possa ricordare), non è mai stata così sporca, caotica e piena di debiti. Mentre non si istituisce il registro tumori per mancanza di fondi, si finanzia l'ascensore panoramico (il suo costo è di circa 110mila euro). Tale ascensore ha la caratteristica di sopraelevarsi di non più di 7 metri! C'è chi giustifica la costruzione dicendo che serve per permettere agli invalidi di poter parcheggiare nel parcheggio sottostante il Municipio per poi raggiungere gli uffici. Grandissima fesseria, perchè davanti il Municipio vi è una piazzetta, che potrebbe essere adibita al parcheggio dei soli invalidi.

Mentre non esiste alcuna struttura ospedaliera i bambini malformati, per mancanza di soldi (...e di interesse), il Gela calcio riceve 400 mila euro di sponsor e ultimamente il consiglio comunale ha appena approvato, il finanziamento di 82mila euro per il rifacimento del tetto della chiesa dei “Cappuccini”.

Personalmente penso che si possa sbagliare, che non si è perfetti, ma buttare i soldi e rendere la città un disastro, dal punto di vista:economico, ambientale, sanitario e organizzativo, sia incapacità!
Che bisogno c'era di buttare via più di 100mila euro per un ascensore che serve a risparmiare una trentina di scalini?che senso ha, fare le “veci” della “curia”, finanziando dei lavori di cui non si ha alcuna responsabilità?

Gela è piena di emergenze, ma si continuano a fare azioni comunemente stupide!



                                                                                                                   Daniele Esposito Paternò



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Lo STATO di GUERRA
post pubblicato in diario, il 18 settembre 2009
Negli ultimi giorni nei telegiornali  nei giornali, si parla spesso di ciò che è successo in Afghanistan con la morte di diversi italiani, a causa di un conflitto a fuoco, con i "ribelli" locali, guidati dai Al Qeida.

Lo stato piange i morti dell'afghanistan e commemora la missione.Partendo dal presupposto che un morto si piange sempre, quei ragazzi nn erano stati obbligati da nessuno ad andare in guerra, erano come lo sono tutti gli altri, dei mercenari, che x stare lì, spesso devono essere raccomandati da chissa chi. Non sono morti a causa dei mediorientali, ma a causa della guerra che non serve a portare la pace in afghanistan, ma solo a spartire una posizione strategica militare e ad aumentare il business delle armi! Ancora una volta lo Stato è complice de propri morti, come lo sono quelli che muoiono nei cantieri, come lo sono quelli che muoiono a causa della malasanità, etc.



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LA POVERTA' DEGLI IGNORANTI
post pubblicato in diario, il 26 agosto 2009
 

Il nostro Paese conta circa 60Milioni di abitanti, tra cui anche gli immigrati i quali sono uno dei motori della nostra economia.

Da tempo ormai c’è un allarme disoccupazione e da tempo ormai c’è un allarme salari, visto e considerato che la classe medio bassa ha avuto un inflazione del proprio stipendio in passivo, rispetto l’inflazione reale.

Ma questo perché avviene?

Credo che il motivo principale sia dovuto all’ immigrati, non perché è una loro colpa, ma perché il popolo italiano si comporta da ignorante nei loro confronti.

Ai tempi della lira, un aiutante prendeva dalle 14 alle 20 mila lire, oggi lo stipendio orario di un aiutante va da 7 a 11 euro. Praticamente i prezzi sono rimasti gli stessi. I prezzi sulle paghe orarie (parlo di paga globale*) non lievitano e i posti di lavoro per gli italiani diminuiscono per un motivo semplice: perché un immigrato specializzato(3°-4° LIV) prende 7-9 euro l’ora, mentre un italiano di pari livello ne prende 12-16 euro l’ora.Questo meccanismo causa l’assoluta mancanza di concorrenza visto e considerato che l’imprenditore non è uno stupido e quindi preferisce assumere con la stessa cifra due immigrati, piuttosto che un italiano.

Tutto ciò avviene perchè la maggior parte della classe operaia, discrimina l’immigrato e si reputa pure offesa quando questo ha un stipendio di pari entità.

TU SEI IMMIGRATO E QUINDI DEVI PRENDERE MENO DI ME!

È questa la mentalità degli italiani, i quali non capiscono che con la mentalità odierna, gli stipendi non si alzeranno mai e i posti di lavoro continueranno a diminuire.

Invece no! L’ immigrato deve essere rispettato e pagato per quello che vale, anche se il suo stipendio fosse maggiore di quello di un italiano, solo in questa maniera ci sarebbe un innalzamento (reale) delle tariffe orarie e un aumento dei posti di lavoro per gli italiani.Vallo a spiegare ai leghisti che si lamentano come capre, ma che non fanno altro che andare contro loro stessi, favorendo i capitalisti, tra i quali Berlusconi, LORO ALLEATO. 2+2 FA 4 NO?!?




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Morti bianche, un numero che non c'è!
post pubblicato in diario, il 17 agosto 2009

 

Abbiamo un altissimo tasso di mortalità sul posto di lavoro, la nostra media come Stato italiano è 2/3 morti al giorno.Uomini che si alzano la mattina per andare a guadagnare i soldi per mantenere la propria famiglia, per pagare il mutuo o l’ affitto, uomini che sognano di avere uno stipendio più alto per avere più vivibilità.

Come si muore in fabbrica?

C’è quello che per non farsi prendere per “lazzarone” dal proprio caposquadra, si arrampica senza cinture per non perdere tempo;
c’è quello che non avendo avuto un addestramento adeguato, passa sotto i carichi sospesi che fatalmente cadono;
c’è il ragazzo che deve lavare l’autobotte che è piena di sostanze tossiche, talmente concentrate che causano il blocco dei polmoni; etc

Insomma si muore e anche tanto in fabbrica, ma non viene detto tutto, non vengono menzionati tutti coloro che vengono uccisi dal lavoro, le morti bianche non sono solo queste!

Perché dico questo?

Perché non bisogna morire per forza in fabbrica, per essere ucciso da questa! Esistono migliaia di persone decedute o in fin di vita che hanno lavorato anni fa a contatto con sostanze chimiche o comunque cancerogene, ma che scoprono la propria malattia solo decenni dopo.Questi uomini isolati dallo Stato, dai sindacati e dalle fabbriche causatrici dei tumori, vivono nella sofferenza, tanto da desiderare la morte. Questi uomini devono fare parte di quella lista che si chiama: morti bianche; questi uomini fanno parte di quella lista che si chiama: uccisi dalla fabbrica! 




                                                                                    Daniele Esposito Paternò




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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE (GELESE)
post pubblicato in diario, il 9 agosto 2009
 C’era una volta una cittadina allocata nel nord Africa – qualcuno preferisce dire ‘nel sud dell’Italia’-, con i suoi quasi 90.000 abitanti. Gela era il suo nome, e -secondo la leggenda- il 2 luglio di ogni anno era Festa. Una Festa religiosa, sì, ma sempre più pagana. Sono passati secoli da quell’anno, il 2009, quando bastava poco per dimenticare i problemi quotidiani di una città in crisi non solo economica ma anche morale. L’inizio dell’estate gelese coincideva idealmente con questa Festa e per certi versi aveva termine con la Festa dell’8 settembre. Ci si disinteressava delle numerose buche nell’asfalto, si chiudeva un occhio sulla disoccupazione e si faceva finta di non ascoltare gli appelli alla sicurezza sul posto di lavoro. Si andava a mare, in pizzeria, si facevano venire le Anne Tatangelo di turno, e tutto splendeva. Qualche sorriso, qualche promessa, qualche stretta di mano e tutto sembrava ritornare come prima. Cadevano pezzi di cavalcavia, si moriva sul posto di lavoro, si moriva di tumori con una percentuale maggiore che non nelle altre città, le famiglie venivano rovinate dalla disoccupazione e da tutte le conseguenze -anche morali- che l’improvvisa perdita del posto di lavoro comportava all’interno di un nucleo familiare. Si era anche arrivati a non avere più fiducia nel futuro dei propri e degli altrui figli; c’era inoltre l’amara convinzione che la crisi stesse galoppando il cavallo vincente. E nessuno si preoccupava di frenare questa corsa.

Si continuava imperterriti a organizzare movide di ogni tipo, canti, balli e danze sfrenate sotto la luce di un sole cocente e di una luna che sempre più in imbarazzo si preoccupava di riflettere la luce del sole. Venivano organizzate serate in cui tutto era lecito, in cui la passione bruciava accanto alle automobili e agli esercizi commerciali. Fuochi d’artificio, fuochi d’amore sulla spiaggia, fuochi dolosi. E l’estate volava via veloce, tra decibel impazziti e locali pieni pieni.

I neolaureati di quel periodo si sentivano quasi in colpa di aver conseguito un titolo così prestigioso e carico di sudore, che poi in fondo ti dava diritto di entrare nel grande mondo della disoccupazione… o poco più.

La Festa del 2 luglio era così descritta dai contemporanei: si usciva alle prime luci della sera, ma mai da soli. E quanto ricostruito dagli studiosi contemporanei vale per il 2 Luglio tanto quanto per l’8 Settembre. Le comitive, per definizione, erano di almeno cinque, sei elementi. Si andava al porto –così come leggiamo su numerosi reperti papiracei- e immancabilmente le possibilità di parcheggio erano quasi nulle. Oggi verrebbe facile immaginare un servizio bus efficiente per quelle occasioni che snellisse il traffico cittadino. Ma a quei tempi, nel lontano 2009, non tutto era così facile… Come non è facile, oggi, immaginare ciò che accadeva a quei tempi, con gruppi di affamati che gozzovigliavano attorno al cofano di una macchina, imbandito come fosse un altare in Chiesa. Nelle immagini ritrovate, si scorgono chiaramente tracce di tovaglie ricamate e contenitori di acqua e bibite. Il vassoio veniva posto al centro - colmo di pezzi di tavola calda. La figura del Sacerdote mancava, ma sembra che il padre di famiglia – a quanto sostengono gli studiosi moderni- ne facesse le veci. Con amore, infatti, distribuiva ogni bene ai figli che ne facevano debita richiesta: calzoni, impanate, arancini. I testi dell’epoca sostengono che si ascoltasse la musica di un non meglio definito tale Gigi d’Alessio, vissuto tra il XX ed il XXI secolo. Le sue note sembra che favorissero il processo digestivo. Immancabile, la figura di donna che compare nelle numerose litografie dell’epoca. Le donne di questo paese, attorno ai cofani, si occupavano di impartire bicchieri di coca-cola mentre i mariti sembra che afferrassero con avidità i malcapitati arancini e con morsi feroci – documentabili dai calchi ossei ritrovati – azzannavano questo miscuglio di carne e ragù senza lasciare alcuno spazio alle buone maniere.

Si narra inoltre che mangiassero e parlassero allo stesso tempo, sputacchiando così pezzetti di ragù ad ogni sillaba accentata. La visione di tali immagini è stata recentemente bandita ai deboli di cuore. Arrivava poi il momento dei fuochi di artificio, che chiudevano simbolicamente la Festa del 2 luglio.

Giovanni Manna




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78000 fantasmi
post pubblicato in diario, il 21 luglio 2009
  

Una delle città più importanti e popolose della Sicilia, Gela ha una grande storia da raccontare, piena di avventure ed eventi importanti, i quali vengono testimoniati dalle continue scoperte archeologiche, senza dimenticare che fù la prima capitale della MAGNA GRECIA in Sicilia e che il simbolo della TRINACRIA, che sventola nella bandiera della nostra regione è stato trovato proprio in questa terra.

Un grande passato, può dare solo un grande futuro era quello che pensavano, coloro che abbandonarono le loro barche e le loro campagne, per entrare nel mondo dell' industria, negli anni 60', anni in cui arrivò la colonizzazione dell' ENI.
Da piccola cittadina la quale economia era basata sulla pesca, in maniera particolare quella delle spugne, diventò in poco tempo, una vera e propria Città, che spingeva l' economia di tutto l' interland.


OGGI


Siamo nell' anno 2009 e quella fantastica Città dal mare splendido, non esiste più!
Siamo nell' anno 2009 e quella fantastica Città dall' economia travolgente, non esiste più!


L' industrializzazione ha causato la contaminazione del nostro mare e la crisi con l ' aggiunta di una mal politica industriale e amministrativa, hanno fatto si che Gela fosse:“ un litro e mezzo di liquido (magari mercurio), in una bottiglia da un litro”.

Questa, che sarebbe dovuta essere la metà, di migliaia di turisti, fondata sul turismo e sui i frutti della terra e del mare, sta implodendo...la parola occupazione non esiste più, esiste solo la parola disoccupazione. Il più grande sogno di un giovane gelese (come è capitato anche a me), è quello di entrare in raffineria, si “campa” come si può, in stato di semi schiavitù, dove chi non riesce a trovare lavoro, anche se ha problemi finanziari è COSTRETTO a lavorare nella ristorazione, con orari massacranti per 600-800 euro al mese (tranne qualche eccezione).

Nei discorsi dei giovani, lo stipendio di 1000 euro è un ottimo reddito, sicuramente meglio di niente, ma come si può pensare, di farsi una vita, con tutti gli annessi e connessi, con questa cifra?

Una Città di 78000 fantasmi che non sanno come andare avanti, che si inchinano alle promesse elettorali e che non vogliono lasciare la propria terra perchè l' amano, malgrado gli abbia scavato l' anima: con l' inquinamento e tutte le sue cause, con la “fame” causata dalla disoccupazione, con le delusioni postume alle promesse elettorali...


Forse non esiste una soluzione, forse non VOGLIONO che esista una soluzione.


Ma una cosa si può fare: non accettate di essere schiavizzati, se i politici promettono lavoro, fatevelo dare PRIMA DELLE ELEZIONI e poi mandateli a cacare, come hanno fatto loro con voi. Chi fa politica servendosi dell' esigenze della gente, per specularci, deve ESSERE PRESO A CALCI NEL CULO, che vadano a fare gli imprenditori, se possono dare lavoro, la politica la facciano fare agli altri...




Daniele Esposito Paternò







permalink | inviato da deps983 il 21/7/2009 alle 14:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia maggio       
grande storia...
Grillo risponde
LOADING 44%
CLOROSODA "CONDANNATO"!
RICHIESTA D'AIUTO
intervento del 30/07/2010
LA POLITICA CHE FA PIANGERE I POLLI
CAMBIAMO I PARADOSSI
FANTAPOLITICA NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE
LETTERA APERTA AL MIN. BRUNETTA
Vendesi Gela al prezzo del mercurio!
1, poi 2, poi 3...
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